La Francia ha dovuto constatare che il modello inizialmente adottato, per disciplinare il gambling online non ha dato molti frutti, e già questa estate, con l’accordo stretto tra la Arjel (organo francese che disciplina e vigila i casino online), e l’aams ha cominciato ad adeguarsi al modello italiano, che almeno in questo ambito ha mostrato di funzionare davvero molto bene. Anche se in una prima fase ha mostrato un atteggiamento eccessivamente morbido, nell’illusione che un settore, quello dei casino illegali che muove miliardi di euro di profitti potesse autoescludersi dai giochi.
Da qui è giunta la decisione, introdotta con un decreto, di oscurare tutti i siti di casino online in Francia privi dell’apposita autorizzazione, che è quanto fa quotidianamente l’aams dall’entrata in vigore della legge sul gioco d’azzardo in Italia, praticamente da questa estate. Perché la decisione e l’azione francese ha avuto un maggior impatto sull’opinione pubblica? Semplicemente perché come accade per tutti coloro che devono recuperare il terreno perso per aver atteso troppo, e che quindi sono costretti a fare molto di più in un lasso di tempo molto più breve.
Il problema sta nel fatto che in tutti questi mesi ha lasciato che i giocatori francesi non si adoperassero per una selezione di casinò di primo livello, cercando solo i casino online legali, e tutte le forme di tutela necessarie. Quindi quotidianamente il concreto rischio è che i giocatori vedano scomparire insieme al sito del casino di cui sono clienti anche i propri soldi.
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